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1月4日 pensaPensa pensa pensa uomo sei nato per pensare per seguire astrusi vaneggiamenti pensa uomo con il cuore gonfio E trasmetti col tatto col potere delle tue dita il calore del tuo corpo E trasmetti con la vista con le lacrime tue colme la profondità dei tuoi pensieri E trasmetti con l’udito la capacità di ascoltare e di apprendere E trasmetti con la bocca la parola che zittisce che insegna, che ama o che sfugge E trasmetti il gusto di una vita da assaporarsi così senza disdegnare nulla Pensa uomo, pensa Pensa ogni uomo come te Incapace di volere male Pensa a quegli occhi che ti guardano e aspettano un cenno Pensa a quelle orecchie che attendono solo parole di conforto, semplici parole Pensa a quella bocca, incapace o impotente Pensa a quell’io, in attesa di un abbraccio Pensa uomo, pensa 12月1日 feelingsUscito dalla doccia bollente – poco o nulla – è servita Scombussolato una clessidra che rotola su un tavolo la sabbia gira gira ma nei coni è sempre quella sempre la stessa diavolo di sabbia E io continuo a ripensare e a ricadere negli stessi buchi di un tempo e continuo a sentirmi un guscio sempre più vuoto e leggero all’interno e continuo a sentirmi un guscio sempre più spesso e rugoso all’esterno cado e non mi faccio più nulla anche a una martellata posso resistere ma stasera no stasera è bastata una parola un eco lontano e tutto si è aperto Prima – fuori dalla doccia – col calore intorno pensavo di non poter più piangere e sentivo quella goccia d’acqua caduta dai capelli scivolare fino al mento, fino a infrangersi a terra ora quelle lacrime escono e dopo il solito profilo si adagiano sul pigiama, ormai stanco Anche io sono stanco Vecchio – dicono alcuni – e io che mi credevo combattente e io che forse combattente lo ero davvero col mio pennacchio trionfante ridevo degli occhi della gente ora sono stanco e indietreggio gli occhi della gente non mi importano più e vagabondo in cerca dei miei Sono diventato così razionale! voglio risentire il sangue scorrere dopo aver fatto una cazzata voglio non poter predire quello che accadrà voglio potermi lanciare e basta Fanculo. Da domani lo faccio. Fanculo! Da ora lo faccio. 10月17日 Inspiegabilec’è sempre qualcosa che vuoi e che non puoi avere, o che non vuoi avere! è quello il problema… definire ciò che si vuole. continuo a oscillare così quasi senza una ragione in mezzo a tutto questo che mi gira intorno e non riesco a capire dove fermarmi, dove acquistare quel biglietto per quel maledettissimo bus che mi porti esattamente dove voglio io. continuo a barcamenarmi in pensieri inutili senza inizio e senza fine continuo a marcire senza fare nulla per arrestarlo. sempre più cinico e più offeso dal mondo. indifeso dal mondo. il mondo il mondo il mondo. così grande e così piccolo se non si ha il coraggio di fare due passi! così ampio ma così stretto intorno alla vita se non si ha il coraggio di fare un buco in più per smollarlo un po’. - qualche cosa farò –sì - qualche cosa farò – sì - qualche cosa di sicuro io farò – - piangerò – perché forse la commiserazione è una delle poche cose che mi rimangono oltre che un vago sorriso - più amaro che altro – scuotendo la testa si va avanti e puzza! sì diavolo se puzza questo corpo fetido zeppo di marciume fino al midollo. puoi andare ovunque e chiedere a tutti i santi cazzi di medici del mondo ma non sapranno e non potranno nulla. certo ti venderanno e si venderanno ma la verità e che non potranno nulla, fino a che tutto non verrà spurgato da una nuova favolosa ondata di istinto e piacere. finche tutto non verrà spurgato da una nuova favolosa ondata di vita e morte. di gioco e poesia. di amore e odio. lascia che questa mente sia libera di svagarsi ancora un po’ e che continui a esprimere ciò che la opprime. fai si che tutto il mattone si disintegri sotto il peso di una farfalla, variopinta quanto il mondo, pesante come l’universo. lascia che sia io esprimere le mie scelte e che sia io a condurle ove voglia portarle. lascia che sia io.
mille invii per uno scopo: niente e nessuno. 8月31日 Il maiperduto sognoFuggire, fuggire via, lontano sarei vigliacco o solo più sano!
Per cosa, per chi vagherei nel mondo – senza una torcia – forse anche in tondo.
Ahi, cader nel limbo dell’indecisione sul futuro, vado cadendo nel baratro più scuro.
Dei giorni il trascorrer cheto o il vagabondar inquieto?
Bussa alle porte del pensier – oggi come ier – l’idea bizzarra d’un fuggiasco che nel fagotto raccoglie di vin poco men d’un fiasco ma pien v’è di stelle, cielo e foglie tanto che al passar poco spazio lascia all’immaginazione, all’occhio subito sicuro e sognante si mostra – di umiltà e valore si lustra – al nobile come al contadino si prostra.
Una mano, un sorriso, uno scudo il mantello logoro si mostra per lo scopo e per l’uso! Mai per sfoggiar l’appartenenzaa quel che.. si dà ai pesci 7月10日 'Su una nuova pagina Sì, perfetto Un’arte così non si sceglie né si acquisisce non ha un valore non è tangibile vola è incomprimibile non si può chiudere in un cassetto mai cercare di farlo! Un’arte del genere è di tutti è per tutti è di chi ne ha voglia vive per essere vissuta vive per essere capita e tradotta e ammirata e riletta mille volte Un’arte del genere non ha bisogno di spiegazioni si sente si percepisce anche senza la ragione Un’arte del genere è libera fuori da ogni schema fuori dagli schemi Un’arte del genere brilla e acceca ma ti fa vedere meglio Un’arte del genere mi è appena stata suggerita e scrivo come mai e scrivo così solo impulsi Un’arte del genere è mia e nessuno può togliermela e nessuno può negarlo 5月22日 []
Finalmente ritorna quella sana vecchia burlona le piace nascondersi a volte mi accompagna incessantemente giorni ore e minuti intensi e vissuti a volte scompare come apparve senza un motivo, senza fare rumore oppure per colpa di qualcuno Sta di fatto che ora sei qui maestra giocoliera accanto al mio corpicino tiepido e poggi la tua nuca sul mio polso in movimento Eh sì, basta così poco per farti arrivare per farti andar via.. E se dipendesse da me!! Chi devo ringraziare stasera? La pioggia? Un po’ di lubrificante va sempre bene Vecchi visi un tempo noti? Sì ma forse uno in particolare Sono così rare le persone interessanti oppure sono interessante perché rare come i cani di razza insomma Il sonno? Sì anche quello gioca un ruolo fondamentale e ora sta vincendo su tutto. Te continua a starmi vicina, la mia spalla ha bisogno di calore. Baci 4月24日 Delle tre metamorfosi - NietzscheE' raro che inserisca scritti altrui, però a mio parere questo merita tantissimo... su su leggete e impegnatevi! Tre metamorfosi vi cito dello spirito: di come lo spirito si trasforma in cammello e il cammello in leone e da ultimo il leone in bambino. Così parlo Zarathustra. 4月13日 Leggere con cautelaMa sì, proviamo a mettere giù qualcosa. E’ da quando ero piccolo, piccolissimo, che sognavo di diventare un informatico. Uno di quelli con le palle, mica uno da quattro soldi. Uno di quelli che, al tempo, li vedevi dietro una scrivania in giacca e cravatta, seri, composti e operosi. Avevo sei anni quando mi venne regalato il 286, l’IBM 286.. avevo 2 Mb di ram. Per diversi anni successivi, come regalo di compleanno, me ne veniva donato un banco aggiuntivo, se non sbaglio prima 4, poi 8 e infine 16 Mb! Ora era a tutti gli effetti un 486 (così diceva mio padre.. non ho mai appurato) e potevano girare i CDROM! Sta di fatto che già da quegli anni avevo il pallino per i computer, tanto che undicenne – proprio strani questi ricordi che affiorano decisi – l’allora professoressa di matematica e scienze (prof B… quanti bei ricordi!) ci diede un compito a casa “diverso”: pensare cosa saremmo voluti diventare anni dopo, come ci vedevamo dopo 10, 15, 20 anni. Il giorno dopo portai un foglio che raffigurava la laurea in ingegneria informatica di un tal Claudio Rossini, firmato “il preside” (mica lo sapevo all’epoca che si chiamasse rettore). E’ quindi riconducibile a quel giorno la consapevolezza o – come chiamarla? – lo schiribizzo, di voler diventare quello che la mente di un bambino aveva profetizzato su di un foglio di carta.
Adesso mi trovo, a dieci anni esatti di distanza, con le idee, forse, un tantino diverse. Parto con le premesse e con l’esplicare il mio pensiero di base. Tutto ciò che un ragazzo affronta nel corso della sua vita scolastica, ha come scopo una meta: non tanto l’apprendere, quanto l’arrivare. Dalle superiori, per quanti mi riguarda, ho iniziato a vedere tutto come un vortice, un tornado ma di quelli potenti – almeno un F4 – che ti strappa dal suolo e comincia a farti girare. Dopo un po’ di tempo passato a vorticare cominci ad avere meno la nausea e ti adatti; è pieno di gente che fluttua con te, ci parli e trovi idee comuni, quando improvvisamente “uno” – anche sconosciuto – prende la tangente e ricade al suolo. Un folle! Se ne pentirà! Ebbene, sta di fatto che questo vortice crea una specie di assuefazione. In alto, sempre più in alto- Raggiungere, scalare, arrivare! Arriva l’ultimo anno. La maturità. Sono a metà strada! Finalmente! Ora comincia l’università! E rieccomi nel vortice con tutti gli altri.. Ecco.. Ora da quel vortice, dopo più di un anno passato a studiare e studiarmi, dopo più di un anno, capisco che da quel vortice devo uscirci. Per me. Per adesso è così. Che la genti non pensi che sia una scelta facile da compiere, forse facile sarebbe continuare a girare! Con questo non voglio assolutamente sostenere avversione nei confronti di coloro i quali portano avanti il loro impegno; sto solo dicendo che probabilmente non è il mio! E ora debbo cercarlo e inseguirlo questo mio nuovo impegno per continuare ad essere il Claudio che conoscete e permettergli di esistere e di vivere! Credo di aver finito con le spiegazioni.. volevo solo chiarificare la situazione per chi, forse, fatica a comprendermi e – perché no – lanciare anche un punto di riflessione. Un saluto e un abbraccio forte a chi ha avuto il coraggio e la perseveranza di raggiungere questa riga =) 3月2日 Pensieri luce buio e parole
Notte morta Notte squallida Notte stanca Notte che non porta altro che dubbi infarinatrice esasperante di sogni di certezze che poi si sciolgono nelle mani di un bambino. Eh sì. Certezze fatue le mie. Luminose ma vanescenti mi allungo, distendo il braccio sto per afferrare quell’ultimo barlume meccanico che da solo vale ben poco ma in un fantastico contesto mette in moto la macchina sto per afferrarlo, apro la mano e sorrido no, fatale diniego come si può pensare di catturare a sé un corpo celeste? Il limbo dei viventi! Sordido pensiero il mio!! Porco egoista!! Non trovi altro che lamenti altro che no,mai e nessuno!! E predi ciò che hai perdio!!! E abbi il coraggio di guardare ciò che sei e di portarlo in alto! Sul piedistallo, di fronte a tutti!! Lasciati attaccare, guardare, ammirare, seppellire Lasciati andare Lasciati vivere 1月26日 Be Be Be Bo Bo Bo
I suoni arrivano a intermittenza Be Be Be Bo Bo Bo Be Be Be Bo Bo Bo Prima in un orecchio poi nell’altro infiniti flash impulsivi nei miei occhi immagini crude stupide amare Be Be Be Bo Bo Bo Be Be Be Bo Bo Bo Questo mondo fa schifo 1月18日 Lying in my bedOgnuno ha il dovere di combattere per la propria felicità e io sì, ti vedo.. ancora quegli occhi stanchi che in parte chiedono aiuto e in parte lo rifiutano occhi spaventati occhi speranzosi ma realisti e lo sai che succederà Giri continuamente in tondo Tornando sui tuoi passi sui suoi passi le sai che deve finire accettalo Piango per quegli occhi Piango per i miei di occhi Piango per gli occhi di tutti di tutti quelli che hanno lo sguardo vuoto fisso nel nulla preoccupati e rattrappiti nel silenzio come foglie bagnate una sull’altra nell’angolo di una strada tra mura scrostate E’ così triste E mi chiedo come può una foglia dal mucchio spostarsi e ritrovare la sua naturale vitalità? Ma ognuno deve combattere per la propria felicità 1月15日 ..Tu disegni troppo Sì, con la mente Non idealizzarle le persone, sono solo.. persone Amico, amante, professore o aguzzino Non credere semplicemente al significato delle parole nel bene e nel male 12月27日 RememberCome in una notte stellata giunge il pensiero. L’aria si fa soffice e carezzevole Dormo su di uno strato di nuvola Due angeli ai miei lati senza aureola però Tutti e tre con i medesimi istinti Fissi verso l’alto in attesa di una coda Dolce è la notte stellata La notte dell’amore 12月19日 Capitolo primoS’erano stabiliti ai piedi del monte Oidnep molti anni prima la nascita di Moloch. La loro era una quasi famiglia, dimezzati i genitori e i nonni, ma non mancavano comunque sorrisi e pasti caldi.
Le miniere erano state invase da strani esseri gelatinosi, tanti da non poterne contare, e il vecchio saggio re Eronan operò l’unica scelta possibile, rinunciare a tutto ciò che avevano e fuggire per boschi e monti. Purtroppo le perdite furono ingenti, tra gli altri morirono Frestibo e Romilda, padre e nonna di Moloch e, disdetta, lo stesso re Eronan, che si sacrificò senza esitazione al fine di salvare una bellissima nana, Stormlyn. I sopravvissuti fuggirono quindi dalle ormai inospitali caverne e si rifugiarono nei boschi circostanti. I loro cuori fragili vennero vinti dalla tristezza e da un senso di abbandono. L’unione di un popolo si può realmente appurare solo nei momenti di vera sofferenza, e il popolo dei nani venne meno alla sua purezza d’animo dimenticando l’atto del loro re e abbandonandosi ai più vili dissidi; nacquero così diversi litigi dovuti talvolta al luogo d’ubicazione, alle zone di caccia e per sguardi malandrini che i vedovi non si preoccupavano di rivolgere anche a donne accasate. Il buon senso e l’etica comune erano cosa passata. In merito a ciò è giusto riportare uno scritto di Stormlyn: “Il senso di frustrazione mi accompagna incessantemente. Ovunque i miei occhi pongano lo sguardo non vedono altro che insensate baruffe o sporchi e vili denigratori sociali. L’unica cosa che mi fa ancora resistere a tutto questo è Mestolf.. Per l’amore che tutt’ora nutro in Frestibo non abbandonerò mai un essere così deliziosamente devoto al lavoro e ai più semplici sentimenti”.
Stormlyn non era a conoscenza di quello che da lì a poco le avrebbe dato la forza di operare scelte estreme quanto indispensabili. Erano passati ormai tre mesi dalla sciagura delle caverne e tutto sembrava ormai prossimo alla fine. La capacità organizzativa del gruppo era pari a zero e anche in mano ad un vero leader rimanevano soltanto rammolliti nell’animo senza stimoli emotivi a voler continuare. Quand’ecco che un evento fece la differenza. Diversi cominciarono ad additare la povera Stormlyn come una sporca avida nana, ladra di vite e di cibo, poiché, al contrario della “comunità”, mostrava feconde rotondità a livello del bacino. Ella si difese prontamente e non mancarono le testimonianze della sua innocenza. Mai rubò cibi altrui o si approfittò di terreni terzi. Ecco quindi la svolta: calata l’ira ella si rese conto che il frutto delle tanti passionali notti d’amore con Frestibo stava lentamente germogliando nel suo ventre. Fu scossa da infiniti pensieri e, guardandosi intorno, capì immediatamente che non poteva permettere a nessuno di guastare la castità e l’innocenza di un piccolo pargolo. Fece quindi scemare le accuse senza dare altre spiegazioni e senza lasciar trapelare alcunché. Si sentiva circondata d’odio e di sguardi malevoli, attese quindi la notte per potersi confessare liberamente al prossimo nonno. I due scelsero autonomamente, nel loro capo, la migliore delle possibilità e dopo essersi confrontati si rallegrarono del fatto che entrambe erano una, coincidevano perfettamente. Partirono immediatamente, con in tasca l’indispensabile e un qualche attrezzo da manovale, in direzione di Oidnep. Il monte distava quasi due giorni di viaggio, abbastanza perché eventuali ricerche dessero esito negativo. Dopo qualche giorno i due fuggitivi vennero dati per morti. Il viaggio, né lungo né breve, non pesò quasi in alcun modo ai due, anzi, ai tre; era un’effettiva liberazione. Le loro menti vagavano, continuamente rivolte a questo futuro improvvisamente vicino che poteva recare un po’ di quella vecchia familiare felicità della quale si sentiva la mancanza. Il vecchio e la vedova parlarono a lungo di tutte le possibili iniziative da operare immediatamente, ma non si lasciarono neppure scappare il piacere di scelte secondarie, quali il nome da assegnare al neonato, Moloch se maschio, Pesterlisp se femmina, proprio come i suoi avi. L’amore tra i due sempre più vicini parenti si faceva passo dopo passo sempre più indissolubile, tanto che giunti a destinazione si abbandonarono per diversi minuti l’una nelle braccia dell’altro. Infervorati e animati da forti emozioni, singhiozzavano il passato e ridevano il futuro. Ormai era ora di agire e superata la terza notte si misero immediatamente all’opera. 12月9日 ...Prendilo al volo...Il tempo vola e con esso tutte le aspettative di una vita. Per questo è importante godersi ogni possibile attimo, anche apparentemente vuoto.Non dare mai per scontato quello che può accadere, non considerare mai inutile una situazione, un momento, una persona. Tutto dà tutto 11月30日 Un giorno - AmoUn giorno è bastato un giorno Per capire il maya è bastato un giorno Per sentirsi vero Mi sento cambiato più puro I miei occhi, ora hanno sfumature verdi Striature e graffi inconsapevoli che vincono il castano Spero che questo giorno non finisca mai me lo sto gustando fino in fondo
************************** Ok, ora ci provo apro completamente il cuore, non come al solito – non che non lo aprissi (scusate il gioco) – ma ora è diverso provo in maniera più razionale non più un semplice sfogo ma uno spiegare ordinato – di un qualcosa di infinitamente vago ed etereo – Quindi – premetto – che non ci si aspetti molto
Amo me stesso, non come essere borioso o caritatevole, qui, su questa terra, con il solo scopo di procreare o di amare. Amo il me stesso che corre e scopre, che si abbandona ai piaceri, qualunque essi siano, fisici, spirituali con tutte le loro infinite sfumature. Amo la natura, così crudele e servile, schietta e terribilmente lenta, cruda e misteriosa, affascinante, suadente, sensuale, dolce, amara, pungente Amo la natura perché infinita, puoi osservarla 10, 100, 1 milione di volte e ogni volta troverai qualcosa di diverso, di più bello in ogni caso, perché vario, perché segno di una storia, di un passato e manifestazione di un presente, di un futuro. Amo la natura ispiratrice, nel bene e nel male, Amo la natura in sé, come natura, come forza primordiale che domina tutto Amo la scrittura, figlia della mano, e non sterile dattilografia. Scorretta, perfetta, ambiziosa, inutile, sopraffina, variegata, servizievole, corrotta, ribelle, audace, lieta, romantica, paurosamente immensa, quanto lo scibile umano. Amo la scrittura perché, al pari delle altre arti, fornisce un mezzo attraverso il quale “visualizzare” l’infinità dell’animo. Amo la scrittura perché fa pensare, riflettere, imparare e insegnare. Amo il pensiero, galoppante e irrefrenabile destriero, indomabile, coraggioso, incapace di fermarsi – neanche quando lo si vorrebbe uccidere – capace di giungere in luoghi sconosciuti. Amo il pensiero perché ispiratore, inspirante e ispirato di e da sensazioni e.. vita!! Amo tutti i compagni di gioco su questo globo impazzito, falsi, gioviali, codardi, coraggiosi, ignavi, padroni, servi, sfruttatori, politici, perbenisti, preti, fanciulli, donne. Amo tutti voi perché ognuno gioca la sua piccola parte in un enorme progetto, ognuno può insegnare e imparare – anche se chiuso in convinzioni – Amo voi tutti perché mi date la forza, la speranza, la rabbia e la tristezza. Amo la vita, soave, allegra, salata, triste, qualunque cosa purché sia vissuta. Amo la vita perché figlia di esperienze. Amo la vita perché imprevedibile nel suo futuro.
Spero di essere stato all’altezza di ciò che mi prefiggevo di realizzare e con questo voglio rivolgere l’augurio più sincero che mi sento di dover dare a chiunque ne senta il più recondito bisogno. Spero che chiunque possa trovare la pace e la felicità e che la mia perduri abbastanza da poterne trarre una genuina soddisfazione. Chiudo con una frasettina che terminava un mio – ormai datato – scritto
Salute a voi viandanti!! 11月26日 Autocritica.. estesa..
Tutti i pensieri tornano lì! CAzzo! Non è possibile.. basta così poco per.. per!! per viaggiare, saltare urlare e strapparsi i vestiti guardarsi intorno sgranare gli occhi poi chiuderli e cadere di schiena su un pavimento lurido. Sporco. Tutte le incomprensioni di questo mondo del cazzo. la molina mi si forma anche intorno agli occhi. Non ci vedo più. Sono gli altri a guidarmi a dirmi dove andare “Svolta lì! Stai sicuro!” Sicuro che lo pigli nel culo Viviamo cercando di vivere e moriamo credendo di aver vissuto. Sto scrivendo credendo di scrivere e di pensare le cazzate che scrivo. E tu lettore? Guardati intorno ipocrita!! Se è come pensi perché la notte non dormi? Perché stai ore a pensare al tuo fintocertofuturo? Perché fumi, bevi ti droghi di trasmissioni tv, di musica, di pianti, di vergogna di autocommiserazione, di stress, di tic, di voglia di andare affanculo! Perché non provi a guardarti dentro? ma non fin dove sei certo di trovare qualcosa, scova più a fondo, alle fondamenta. Cerca quel tassello sbagliato che vuoi ignorare che ti fa sentire forte e invincibile UN SULTANO!! Con le sue puttane ai lati Sicuramente non più falso di te, lettore. finto nonmaschilista finta nonfemminista – beh, dipende dalla moda – bisessuale fascista negro cinese sudvietnamita coreano francosvizzero cantonticinese libertino liberato nel profondo dal profondo senso di giustizia che ti senti addosso che vivi che vedi e sogghigni! E blateri cazzate su quello che sei e gli altri “ooh” bravo però quello lì, lui sì che è serio, lui si che è un brav’uomo, lui si che è di sani principi. Tu lettore. Tu si che sei di sani principi. Sei scosso? Peggio del previsto. 11月23日 Farewell
Sento l’intimo bisogno di abbracciarti Mi chi ho davanti? Ti conosco? Sbuffo dinanzi a questi dubbi Chi sono io per te anzi, no – meglio – CHI SEI TE PER ME?
Piccole attese attenzioni che accendono lumini vogliono dire qualcosa? i lumini sì.. quelli li sento
Certo che averti accanto non è stato male quella mano che a volte mi sfiorava la maglia E il fortuito fatale scontro figlio di qualche demone burlesco Sorrido Forse tutto è niente e niente è tutto
Carpe Diem.. se arriva ne sono consapevole ma devo stare attento tenere imbrigliate le speranze quelle pazze corrono troppo
farewell – mi suona in testa ma non so da dove arriva 10月24日 Piccola legge universale..Qual è il succo di tutto? Io vedo una mano una bufera intorno neve e grandine la mano è socchiusa, protesa verso l’alto mentre il vento le scorre fra le dita
Si intorpidisce, è vero allo stesso tempo sente dolore pungente e formicolio, segno dell’abbandono dei sensi la mano gira, piano sfida ciò che ha intorno - e come se fosse ella -
con un gesto riporta le dita unite e chiuse il sangue continua a fluire e la mano resiste |
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