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April 24 Delle tre metamorfosi - NietzscheE' raro che inserisca scritti altrui, però a mio parere questo merita tantissimo... su su leggete e impegnatevi! Tre metamorfosi vi cito dello spirito: di come lo spirito si trasforma in cammello e il cammello in leone e da ultimo il leone in bambino. Così parlo Zarathustra. April 13 Leggere con cautelaMa sì, proviamo a mettere giù qualcosa. E’ da quando ero piccolo, piccolissimo, che sognavo di diventare un informatico. Uno di quelli con le palle, mica uno da quattro soldi. Uno di quelli che, al tempo, li vedevi dietro una scrivania in giacca e cravatta, seri, composti e operosi. Avevo sei anni quando mi venne regalato il 286, l’IBM 286.. avevo 2 Mb di ram. Per diversi anni successivi, come regalo di compleanno, me ne veniva donato un banco aggiuntivo, se non sbaglio prima 4, poi 8 e infine 16 Mb! Ora era a tutti gli effetti un 486 (così diceva mio padre.. non ho mai appurato) e potevano girare i CDROM! Sta di fatto che già da quegli anni avevo il pallino per i computer, tanto che undicenne – proprio strani questi ricordi che affiorano decisi – l’allora professoressa di matematica e scienze (prof B… quanti bei ricordi!) ci diede un compito a casa “diverso”: pensare cosa saremmo voluti diventare anni dopo, come ci vedevamo dopo 10, 15, 20 anni. Il giorno dopo portai un foglio che raffigurava la laurea in ingegneria informatica di un tal Claudio Rossini, firmato “il preside” (mica lo sapevo all’epoca che si chiamasse rettore). E’ quindi riconducibile a quel giorno la consapevolezza o – come chiamarla? – lo schiribizzo, di voler diventare quello che la mente di un bambino aveva profetizzato su di un foglio di carta.
Adesso mi trovo, a dieci anni esatti di distanza, con le idee, forse, un tantino diverse. Parto con le premesse e con l’esplicare il mio pensiero di base. Tutto ciò che un ragazzo affronta nel corso della sua vita scolastica, ha come scopo una meta: non tanto l’apprendere, quanto l’arrivare. Dalle superiori, per quanti mi riguarda, ho iniziato a vedere tutto come un vortice, un tornado ma di quelli potenti – almeno un F4 – che ti strappa dal suolo e comincia a farti girare. Dopo un po’ di tempo passato a vorticare cominci ad avere meno la nausea e ti adatti; è pieno di gente che fluttua con te, ci parli e trovi idee comuni, quando improvvisamente “uno” – anche sconosciuto – prende la tangente e ricade al suolo. Un folle! Se ne pentirà! Ebbene, sta di fatto che questo vortice crea una specie di assuefazione. In alto, sempre più in alto- Raggiungere, scalare, arrivare! Arriva l’ultimo anno. La maturità. Sono a metà strada! Finalmente! Ora comincia l’università! E rieccomi nel vortice con tutti gli altri.. Ecco.. Ora da quel vortice, dopo più di un anno passato a studiare e studiarmi, dopo più di un anno, capisco che da quel vortice devo uscirci. Per me. Per adesso è così. Che la genti non pensi che sia una scelta facile da compiere, forse facile sarebbe continuare a girare! Con questo non voglio assolutamente sostenere avversione nei confronti di coloro i quali portano avanti il loro impegno; sto solo dicendo che probabilmente non è il mio! E ora debbo cercarlo e inseguirlo questo mio nuovo impegno per continuare ad essere il Claudio che conoscete e permettergli di esistere e di vivere! Credo di aver finito con le spiegazioni.. volevo solo chiarificare la situazione per chi, forse, fatica a comprendermi e – perché no – lanciare anche un punto di riflessione. Un saluto e un abbraccio forte a chi ha avuto il coraggio e la perseveranza di raggiungere questa riga =) |
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