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    December 27

    Remember

    Come in una notte stellata

    giunge il pensiero.

    L’aria si fa soffice e carezzevole

    Dormo su di uno strato di nuvola

    Due angeli ai miei lati

    senza aureola però

    Tutti e tre con i medesimi istinti

    Fissi verso l’alto in attesa di una coda

    Dolce è la notte stellata

    La notte dell’amore

    December 19

    Capitolo primo

    S’erano stabiliti ai piedi del monte Oidnep molti anni prima la nascita di Moloch. La loro era una quasi famiglia, dimezzati i genitori e i nonni, ma non mancavano comunque sorrisi e pasti caldi.

     

    Le miniere erano state invase da strani esseri gelatinosi, tanti da non poterne contare, e il vecchio saggio re Eronan operò l’unica scelta possibile, rinunciare a tutto ciò che avevano e fuggire per boschi e monti. Purtroppo le perdite furono ingenti, tra gli altri morirono Frestibo e Romilda, padre e nonna di Moloch e, disdetta, lo stesso re Eronan, che si sacrificò senza esitazione al fine di salvare una bellissima nana, Stormlyn.

    I sopravvissuti fuggirono quindi dalle ormai inospitali caverne e si rifugiarono nei boschi circostanti. I loro cuori fragili vennero vinti dalla tristezza e da un senso di abbandono.

    L’unione di un popolo si può realmente appurare solo nei momenti di vera sofferenza, e il popolo dei nani venne meno alla sua purezza d’animo dimenticando l’atto del loro re e abbandonandosi ai più vili dissidi; nacquero così diversi litigi dovuti talvolta al luogo d’ubicazione, alle zone di caccia e per sguardi malandrini che i vedovi non si preoccupavano di rivolgere anche a donne accasate.

    Il buon senso e l’etica comune erano cosa passata. In merito a ciò è giusto riportare uno scritto di Stormlyn:

    “Il senso di frustrazione mi accompagna incessantemente. Ovunque i miei occhi pongano lo sguardo non vedono altro che insensate baruffe o sporchi e vili denigratori sociali. L’unica cosa che mi fa ancora resistere a tutto questo è Mestolf.. Per l’amore che tutt’ora nutro in Frestibo non abbandonerò mai un essere così deliziosamente devoto al lavoro e ai più semplici sentimenti”.

     

    Stormlyn non era a conoscenza di quello che da lì a poco le avrebbe dato la forza di operare scelte estreme quanto indispensabili.

    Erano passati ormai tre mesi dalla sciagura delle caverne e tutto sembrava ormai prossimo alla fine. La capacità organizzativa del gruppo era pari a zero e anche in mano ad un vero leader rimanevano soltanto rammolliti nell’animo senza stimoli emotivi a voler continuare.

    Quand’ecco che un evento fece la differenza. Diversi cominciarono ad additare la povera Stormlyn come una sporca avida nana, ladra di vite e di cibo, poiché, al contrario della “comunità”, mostrava feconde rotondità a livello del bacino. Ella si difese prontamente e non mancarono le testimonianze della sua innocenza. Mai rubò cibi altrui o si approfittò di terreni terzi.

    Ecco quindi la svolta: calata l’ira ella si rese conto che il frutto delle tanti passionali notti d’amore con Frestibo stava lentamente germogliando nel suo ventre. Fu scossa da infiniti pensieri e, guardandosi intorno, capì immediatamente che non poteva permettere a nessuno di guastare la castità e l’innocenza di un piccolo pargolo. Fece quindi scemare le accuse senza dare altre spiegazioni e senza lasciar trapelare alcunché.

    Si sentiva circondata d’odio e di sguardi malevoli, attese quindi la notte per potersi confessare liberamente al prossimo nonno.

    I due scelsero autonomamente, nel loro capo, la migliore delle possibilità e dopo essersi confrontati si rallegrarono del fatto che entrambe erano una, coincidevano perfettamente.

    Partirono immediatamente, con in tasca l’indispensabile e un qualche attrezzo da manovale, in direzione di Oidnep.

    Il monte distava quasi due giorni di viaggio, abbastanza perché eventuali ricerche dessero esito negativo. Dopo qualche giorno i due fuggitivi vennero dati per morti.

    Il viaggio, né lungo né breve, non pesò quasi in alcun modo ai due, anzi, ai tre; era un’effettiva liberazione.

    Le loro menti vagavano, continuamente rivolte a questo futuro improvvisamente vicino che poteva recare un po’ di quella vecchia familiare felicità della quale si sentiva la mancanza.

    Il vecchio e la vedova parlarono a lungo di tutte le possibili iniziative da operare immediatamente, ma non si lasciarono neppure scappare il piacere di scelte secondarie, quali il nome da assegnare al neonato, Moloch se maschio, Pesterlisp se femmina, proprio come i suoi avi.

    L’amore tra i due sempre più vicini parenti si faceva passo dopo passo sempre più indissolubile, tanto che giunti a destinazione si abbandonarono per diversi minuti l’una nelle braccia dell’altro.

    Infervorati e animati da forti emozioni, singhiozzavano il passato e ridevano il futuro.

    Ormai era ora di agire e superata la terza notte si misero immediatamente all’opera.

    December 09

    ...Prendilo al volo...

    Il tempo vola

    e con esso tutte le aspettative di una vita.

    Per questo è importante godersi ogni possibile attimo, anche apparentemente vuoto.Non dare mai per scontato quello che può accadere, non considerare mai inutile una situazione, un momento, una persona. Tutto dà tutto