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    November 30

    Un giorno - Amo

    Un giorno

     è bastato un giorno

    Per capire il maya

     è bastato un giorno

    Per sentirsi vero

    Mi sento cambiato

    più puro

    I miei occhi, ora

    hanno sfumature verdi

    Striature e graffi inconsapevoli

    che vincono il castano

    Spero che questo giorno non finisca mai

    me lo sto gustando fino in fondo

     

     

    **************************

    Ok, ora ci provo

    apro completamente il cuore,

    non come al solito

     – non che non lo aprissi (scusate il gioco) –

    ma ora è diverso

    provo in maniera più razionale

    non più un semplice sfogo

    ma uno spiegare ordinato

     – di un qualcosa di infinitamente vago ed etereo –

    Quindi – premetto – che non ci si aspetti molto

     

    Amo

    me stesso, non come essere borioso o caritatevole, qui, su questa terra, con il solo scopo di procreare o di amare.

    Amo il me stesso che corre e scopre, che si abbandona ai piaceri, qualunque essi siano, fisici, spirituali con tutte le loro infinite sfumature.

    Amo

    la natura, così crudele e servile, schietta e terribilmente lenta, cruda e misteriosa, affascinante, suadente, sensuale, dolce, amara, pungente

    Amo la natura perché infinita, puoi osservarla 10, 100, 1 milione di volte e ogni volta troverai qualcosa di diverso, di più bello in ogni caso, perché vario, perché segno di una storia, di un passato e manifestazione di un presente, di un futuro.

    Amo la natura ispiratrice, nel bene e nel male, Amo la natura in sé, come natura, come forza primordiale che domina tutto

    Amo

    la scrittura, figlia della mano, e non sterile dattilografia. Scorretta, perfetta, ambiziosa, inutile, sopraffina, variegata, servizievole, corrotta, ribelle, audace, lieta, romantica, paurosamente immensa, quanto lo scibile umano.

    Amo la scrittura perché, al pari delle altre arti, fornisce un mezzo attraverso il quale “visualizzare” l’infinità dell’animo.

    Amo la scrittura perché fa pensare, riflettere, imparare e insegnare.

    Amo

    il pensiero, galoppante e irrefrenabile destriero, indomabile, coraggioso, incapace di fermarsi – neanche quando lo si vorrebbe uccidere – capace di giungere in luoghi sconosciuti.

    Amo il pensiero perché ispiratore, inspirante e ispirato di e da sensazioni e.. vita!!

    Amo

    tutti i compagni di gioco su questo globo impazzito, falsi, gioviali, codardi, coraggiosi, ignavi, padroni, servi, sfruttatori, politici, perbenisti, preti, fanciulli, donne.

    Amo tutti voi perché ognuno gioca la sua piccola parte in un enorme progetto, ognuno può insegnare e imparare – anche se chiuso in convinzioni –

    Amo voi tutti perché mi date la forza, la speranza, la rabbia e la tristezza.

    Amo

    la vita, soave, allegra, salata, triste, qualunque cosa purché sia vissuta.

    Amo la vita perché figlia di esperienze.

    Amo la vita perché imprevedibile nel suo futuro.

     

    Spero di essere stato all’altezza di ciò che mi prefiggevo di realizzare e con questo voglio rivolgere l’augurio più sincero che mi sento di dover dare a chiunque ne senta il più recondito bisogno.

    Spero che chiunque possa trovare la pace e la felicità e che la mia perduri abbastanza da poterne trarre una genuina soddisfazione.

    Chiudo con una frasettina che terminava un mio – ormai datato – scritto

     

    Salute a voi viandanti!!


    November 26

    Autocritica.. estesa..

     

    Tutti i pensieri tornano lì!

    CAzzo!

    Non è possibile..

    basta così poco per.. per!!

    per viaggiare, saltare urlare e strapparsi i vestiti guardarsi intorno sgranare gli occhi poi chiuderli e cadere di schiena su un pavimento lurido. Sporco. Tutte le incomprensioni di questo mondo del cazzo.

    la molina mi si forma anche intorno agli occhi.

    Non ci vedo più.

    Sono gli altri a guidarmi

    a dirmi dove andare

    “Svolta lì! Stai sicuro!”

    Sicuro che lo pigli nel culo

    Viviamo cercando di vivere e moriamo credendo di aver vissuto. Sto scrivendo credendo di scrivere e di pensare le cazzate che scrivo. E tu lettore?

    Guardati intorno ipocrita!!

    Se è come pensi perché la notte non dormi?

    Perché stai ore a pensare al tuo fintocertofuturo?

    Perché fumi, bevi ti droghi di trasmissioni tv, di musica, di pianti, di vergogna di autocommiserazione, di stress, di tic, di voglia di andare affanculo!

    Perché non provi a guardarti dentro? ma non fin dove sei certo di trovare qualcosa, scova più a fondo, alle fondamenta.

    Cerca quel tassello sbagliato che vuoi ignorare

    che ti fa sentire forte e invincibile

    UN SULTANO!!

    Con le sue puttane ai lati

    Sicuramente non più falso di te, lettore.

    finto nonmaschilista

    finta nonfemminista

     – beh, dipende dalla moda –

    bisessuale fascista negro cinese sudvietnamita coreano francosvizzero cantonticinese

    libertino liberato nel profondo

    dal profondo

    senso di giustizia che ti senti addosso

    che vivi

    che vedi e sogghigni!

    E blateri cazzate su quello che sei e gli altri “ooh” bravo però quello lì, lui sì che è serio, lui si che è un brav’uomo, lui si che è di sani principi.

    Tu lettore. Tu si che sei di sani principi. Sei scosso?

    Peggio del previsto.

    November 23

    Farewell

     

    Sento l’intimo bisogno di abbracciarti

    Mi chi ho davanti?

    Ti conosco?

    Sbuffo dinanzi a questi dubbi

    Chi sono io per te

    anzi, no – meglio –

    CHI SEI TE PER ME?

     

    Piccole attese attenzioni che accendono lumini

    vogliono dire qualcosa?

    i lumini sì.. quelli li sento

     

    Certo che averti accanto non è stato male

    quella mano che a volte mi sfiorava la maglia

    E il fortuito fatale scontro

    figlio di qualche demone burlesco

    Sorrido

    Forse tutto è niente

    e niente è tutto

     

    Carpe Diem.. se arriva

    ne sono consapevole

    ma devo stare attento

    tenere imbrigliate le speranze

    quelle pazze corrono troppo

     

    farewell – mi suona in testa

    ma non so da dove arriva